Il Latte

Published by Nico on

Il latte è il primo alimento che assaggiamo e in tanti, anche da adulti, non riescono a rinunciarci. 

Non tutti però possono bere il latte di mucca, un alimento ricco di grassi saturi e per molte persone è difficile da digerire (intolleranza allo zucchero del latte), causa gonfiore o addirittura diarrea. Il latte però può essere irrinunciabile nel latte nel caffè, col cioccolato o da solo.

Già da qualche anno gli scaffali dei supermercati si sono arricchiti di diversi tipi di latte di origine vegetale. Come scegliere il tipo di latte più adatto alle proprie esigenze? L’ampia varietà di prodotti nasce dalla crescente tendenza a ridurre il consumo di latte di mucca per trovarne di sostituti. 

Latte di soia è il nome comunemente attribuito a una bevanda alimentare a base di soia, ottenuta macinando o frullando in acqua i semi del legume lasciati macerare in acqua per qualche ora. Alimento tipico dei Paesi orientali, il “latte di soia” sta prendendo sempre più piede anche in Italia, soprattutto tra le persone intolleranti al lattosio e tra i sostenitori delle diete strettamente vegetariane.

Lo zucchero tipico dei latti animali è infatti assente nel latte di soia, che come tale rappresenta una valida alternativa per chi non li digerisce. Aldilà delle caratteristiche organolettiche, che possono risultare più o meno gradevoli in base alle preferenze individuali, il latte di soia presenta alcune proprietà nutrizionali degne di nota. L’assenza di colesterolo innanzitutto, che è invece presente in modeste quantità nel latte vaccino (11 mg su 100 grammi per quello intero, 7 per quello parzialmente scremato e 2 per quello scremato).

Oltre ad essere privo di colesterolo, il latte di soia presenta una frazione lipidica ricca di grassi insaturi (una categoria di nutrienti amici della salute, ma scarsamente rappresentata nel latte vaccino). 

Dal punto di vista strettamente quantitativo, l’apporto proteico è sovrapponibile a quello del latte di mucca. Grazie alla buona distribuzione di amminoacidi essenziali, le proteine di questi “fagioli gialli” possiedono un elevato potere nutrizionale, che risulta comunque inferiore rispetto a quello del latte vaccino. Più facile risulta invece la digestione della frazione proteica, per l’assenza delle caseine tipiche dei latti di origine animale.

La soia presenta anche un elevato tenore in lisina, che può completare l’apporto amminoacidico di un pasto a base di cereali e derivati. Le proteine della soia possiedono anche un ulteriore ed importantissimo vantaggio. Una volta assorbite, agiscono infatti come veri e propri spazzini delle arterie, abbassando significativamente il colesterolo plasmatico totale, le LDL, i trigliceridi, ma non la frazione buona HDL, che può risultare addirittura aumentata.

Anche se la prudenza è d’obbligo quando si parla di malattie a così elevato impatto sociale sulla base di dati statistici non ancora confermati da un numero sufficiente di studi clinici, la soia può aiutare a prevenire il tumore al colon, alla prostata nell’uomo ed al seno nella donna. Ma i vantaggi per l’universo femminile non finiscono qui; gli isoflavoni di soia sono infatti conosciuti come il complemento dietetico ideale durante la menopausa (attenuano le vampate di calore e possono contribuire alla prevenzione di osteoporosi, sovrappeso ed ipercolesterolemia). 

Il latte di riso è una bevanda dall’aspetto simile al latte vaccino, ottenuta industrialmente facendo macerare i chicchi dell’omonimo cereale in un brodo d’acqua, aggiungendo poi degli enzimi e pressando il tutto; il liquido che se ne ricava viene sottoposto a filtrazione e spesso arricchito di sostanze addensanti, come amido di riso o carragenina, e talvolta di micronutrienti ed oli vegetali; è il caso del latte di riso fortificato con calcio, ferro, vitamina B12, niacina e vitamina D.

Il vantaggio principale del latte di riso è l’assenza di lattosio, che lo rende adatto anche all’alimentazione delle persone intolleranti a questo zucchero; mancano inoltre le proteine del latte vaccino, verso le quali alcuni soggetti, neonati inclusi, sviluppano ipersensibilità. Nel latte di riso abbondano gli zuccheri semplici derivati dall’idrolisi spontanea dell’amido, che unitamente alle altre caratteristiche, lo rendono una bevanda energetica di facile digestione. La frazione lipidica è infatti modesta e a differenza di quella del latte vaccino, è priva di colesterolo, poverissima di grassi saturi e ricca di acidi grassi polinsaturi.

Categories: Nutrizione

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